Basilica di San Vitale Byzantine Church of Saint Vitalis Ravenna UNESCO
dal 09.10.2020 13:27
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The city of Ravenna in Northern Italy was once the capital of the Western Roman Empire, and today is best known for the Basilica of San Vitale.
The basilica was constructed in the sixth century, and it is home to an extensive collection of mosaics.
These mosaics depict stories from the bible, and they cover every inch of the available surface in certain rooms.
Bold designs and a cacophony of color make these Ravenna mosaics a popular spot for religion, architecture and art enthusiasts in Italy.

Church of San Vitale, also called Basilica of San Vitale, church in Ravenna, Italy, that was built in the 6th century and is considered a masterpiece of Byzantine achitecture.
It is especially noted for the colourful mosaics of Christian iconography that decorate the interior walls and ceilings.
The Church of San Vitale and other Christian monuments in Ravenna were collectively designated a UNESCO World Heritage site in 1996.

The Basilica of San Vitale is a late antique church in Ravenna, Italy. The 6th century church is an important surviving example of early Christian Byzantine art and architecture. It is one of eight structures in Ravenna inscribed on the UNESCO World Heritage List.
Its foundational inscription describes the church as a basilica, though its centrally-planned design is not typical of the basilica form.
The Roman Catholic Church has designated the building a "basilica", an honorific title bestowed on exceptional church buildings of historic and ecclesial importance.

The church is dedicated to Saint Vitalis, and rises in the place where he was killed, according to the Golden Legend of Jacobus de Varagine.
The construction of the church was financed by Julius Argentarius (a Greek banker who made fortune in the Greek-Gothic war).
It is thought that he was an agent for Justinian, in charge of promoting big construction companies to assert the Bizantine cultural power in Italy.

Once inside the basilica, you can easily notice the central plan of the building; on top of it, supported by eight pillars, there’s a frescoed dome, decorated at the end of the XVIII century by painters Barozzi and Gandolfi from Bologna and Guarana from Venice.
The eye gets caught by the extraordinary mosaics of the apse, which are separated from the rest of the building through a dividing arch.
Here we find the representations of the great protagonists of the Byzantine empire: Justinian, standing next to the archbishop Maximian, and his wife Theodora.
Depicted with their respective processions carrying bread and wine for Eucharist, they highlight the ideology of Justinian’s age.
The figures are dressed elegantly and are represented frontally in a rigid and hieratic position. Moreover, they are placed in a gold background as if they were immersed in a timeless space.


San Vitale, unlike other churches in Ravenna, is truly Byzantine in design.
This octagonal double-shelled building is strikingly similar to the Church of Sts. Sergius and Bacchus in Constantinople that was built around the same time.
It has a diameter around 40 meters, while its octagonal naos has eight inner piers joined by arches that support a dome on squinches.

La basilica di San Vitale è uno dei più famosi ed importanti luoghi di culto cattolici di Ravenna, esemplare capolavoro dell'arte paleocristiana e bizantina.

Se vi trovate a passeggiare per la via Cavour non dimenticate di voltare per la via Argentario, in direzione di San Vitale: attenzione, siete di fronte ad uno dei più celebrati monumenti bizantini al mondo!
Che non si pensi che entrare in San Vitale sia come entrare in una stupenda chiesa e basta.
Voluta dal vescovo Ecclesio al ritorno da un viaggio a Costantinopoli nel 525 e finanziata da Giuliano Argentario, la basilica fu edificata su un sacello del V secolo (intitolato a san Vitale) e consacrata nel 547 dal vescovo Massimiano, committente delle decorazioni interne.

Nell'ottobre del 1960, papa Giovanni XXIII la elevò alla dignità di basilica minore.
La basilica è inserita, dal 1996, nella lista dei siti italiani patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, all'interno del sito seriale "Monumenti paleocristiani di Ravenna".
La Basilica di san Vitale fu fatta costruire dal vescovo Ecclesio nel 526 e completata nel 547 dal suo successore, l'arcivescovo Massimiano, quando Ravenna era già stata riconquistata dall'imperatore romano Giustiniano I.
L'edificio, capolavoro dell'architettura ravennate, combina elementi architettonici romani (la cupola intradossata, la forma dei portali, le torri) con elementi bizantini (l'abside poligonale, i capitelli, la costruzione in mattoni).

Quando si entra nella basilica di San Vitale lo sguardo viene catturato dagli alti spazi, dalle stupende decorazioni musive dell'abside, dagli ampi volumi e dagli affreschi barocchi della cupola.
Forse per questa tensione verso l'alto non si nota un piccolo e meno noto gioiello.
Nel presbiterio, proprio di fronte all'altare, su un lato del pavimento ottagonale è rappresentato un labirinto.
Le piccole frecce partono dal centro e attraverso un precorso tortuoso si dirigono verso il centro della Basilica.
Nei primi anni della cristianità il labirinto spesso era usato come simbolo del peccato e del percorso verso la purificazione.
Una volta completato il percorso del labirinto del pavimento di San Vitale si possono alzare gli occhi verso l'altare e contemplare i mosaici, tra i più belli della cristianità.

I mosaici degli interni
Una volta entrati nella basilica si nota immediatamente l’impostazione dell’edificio a pianta centrale, sormontata da una cupola poggiante su otto pilastri affrescata a fine Settecento dai bolognesi Barozzi e Gandolfi e dal veneto Guarana.
Lo sguardo viene poi catturato dagli straordinari cicli a mosaico del catino absidale, separato dal resto della basilica grazie a un arco divisorio.
Qui troviamo raffigurati i grandi protagonisti dell’impero bizantino, Giustiniano (affiancato dall’arcivescovo Massimiano) e la moglie Teodora, che con i rispettivi cortei portano il pane e il vino per l'eucaristia e sottolineano al contempo l’ideologia dell’epoca giustinianea.
Avvolte in abiti sfarzosi, le figure sono ritratte frontalmente in posizione rigida e ieratica, e si stagliano su uno sfondo d’oro, come immerse in uno spazio fuori dal tempo.
Giustiniano e Teodora procedono assieme ai loro dignitari verso il centro dell’abside, dove da un mare di tessere dorate emerge la figura del Cristo Pantocrator, adagiato su un globo azzurro ed attorniato da due arcangeli.
Alla sua sinistra si trova Ecclesio, che reca nelle mani il modello della basilica, mentre a destra si riconosce San Vitale, protettore di Ravenna assieme a Sant’Apollinare.
Anche il presbiterio è decorato da una serie di mosaici.
La volta a crociera mostra il clipeo dell’Agnus Dei sorretto da quattro angeli e circondato da magnifici fiori e rami ritorti; sulle lunette disposte al di sopra delle trifore laterali si possono ammirare invece le scene dei sacrifici di Abele e Melchisedec e, sul lato opposto, la storia dell’ospitalità di Abramo ai tre angeli e il sacrificio di Isacco.

San Vitale è l’unico monumento italiano che può competere, nonostante le sue dimensioni contenute, con i grandi monumenti bizantini, sia per la raffinatezza e la preziosità delle decorazioni e dei materiali impiegati, sia per l’originalità delle soluzioni spaziali.
È stato infatti ipotizzato che l’autore del progetto iniziale o quanto meno di un secondo intervento progettuale sia stato lo stesso della Chiesa dei Santi Sergio e Bacco a Costantinopoli, edificata negli stessi anni.
La Chiesa di San Vitale presenta una pianta ottagonale, con il perimetro esterno ripetuto all’interno da un secondo ottagono i cui lati sono dilatati da esedre a due ordini sovrapposti di arcate.
I mosaici della chiesa sono una parte di quelli che un tempo decoravano lo spazio interno.
Oggi, infatti, la decorazione musiva ricopre soltanto le pareti del profondo presbiterio, dell’abside e del relativo catino, mentre, per esempio, la cupola presenta incongrui affreschi del XVII secolo. Anche alcune parti del pavimento conservano le tarsie originarie.

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https://en.wikipedia.org/wiki/Basilica_of_San_Vitale

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Luoghi del gusto a Ravenna ristoranti osterie trattorie e locali tipici a Ravenna dove mangiare a Ravenna
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C’è un cuore gourmet che batte a Ravenna
Tra i mosaici i mausolei e il mare, la città mostra un’effervescenza gastronomica interessante che si esprime nell’apertura di nuovi locali che fondono la tradizione più fedele e spinte verso il rinnovamento, in luoghi che puntano al consolidamento dei punti culinari esistenti e nella creazione di un collegamento diretto fra la città e la costa dove, in questa estate un po’ speciale, ci si trasferisce per un pranzo, un aperitivo o per una cena vista mare.
Il tutto a misura d’uomo, perché la città bizantina patrimonio Unesco consente di essere visitata e gustata a piedi per le vie del centro, in bicicletta (prenotata e noleggiata per tempo) lungo i chilometri di ciclabili o con i mezzi pubblici, che funzionano bene e ti portano a destinazione.
Punto di partenza è il nuovo mercato coperto, cuore pulsante della città, appena riaperto dopo una lunga ristrutturazione conservativa che ha consentito di riportare in vita uno dei luoghi più centrali e vitali di Ravenna.

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Ricette della tradizione romagnola
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Dai primi ai secondi, fino ad arrivare ai dolci, sono tante le specialità da gustare sul territorio ravennate, ricette della tradizione che non finiscono mai di meravigliare.

Tra i prodotti tipici di Ravenna la fragrante piadina, i pesci dell’adriatico la pasta fatta a casa condita con il ragù, le carni alla brace.
Tra i primi piatti tipici di Ravenna vi sono gli “orecchioni” (tortelli di magro giganti),
“gussoni” (panzarotti ripieni di verdure), il brodetto alla romagnola con pomodoro, i “passatelli” in brodo, i “frittelloni” (tortelli di spinaci al burro con uvetta e formaggio.
Tra i vini: Albana di Romagna il Pagadebit di Romagna  il Bertinoro il Trebbiano di Romagna il Cagnina di Romagna il Sangiovese di Romagna.

Cappelletti al ragù (anche in brodo)
Il primo piatto nella lista è il re dei primi ravennati: parliamo dei cappelletti al ragù.
A differenza dei tortellini bolognesi, i cappelletti sono formati da una pasta all’uovo che abbraccia un ripieno di ricotta e raviggiolo (un formaggio tipico di Ravenna).
E' caplèt !
I cappelletti sono una pasta all'uovo tagliata a quadrati, ogni quadratino viene poi riempito di formaggio,

la ricetta varia ma tra i più utilizzati ci sono ricotta, raviggiolo o casatella e parmigiano chiuso così da ottenere una particolare forma a cappello.

Passatelli in brodo
I passatelli sono uno dei piatti tipici per i giorni di festa a Ravenna, ma certamente non è peccato mangiarli anche negli altri giorni.
Uova, formaggio, pangrattato e un pizzico di noce moscata.

Braciola di castrato - brasula 'd castrè
Passiamo al secondo proponendovi una buona brasula 'd castrè, ovvero una braciola di castrato.
In Romagna si griglia spesso e molte volte i "pezzi" da mangiare vengono dalla carne di maiale, ma è dal maschio ovino che si ottiene questa braciola scura e saporita.

Crescione

Tutti i chioschi della piadina (altra attrazione da non perdere) di Ravenna possono cucinarvi sul momento questo street food tutto romagnolo.
Il crescione può esser definito una via di mezzo tra la più famosa piadina e il calzone: si presenta come una mezzaluna e può essere farcito in varie maniere.

Cozze di Marina di Ravenna
Quando si passa ai secondi, la vicinanza del mare Adriatico si fa sentire.
Forse non tutti sanno che le cozze servite sulle tavole dei ravennati vengono pescate a pochi chilometri di distanza, precisamente nelle profondità del mare di Marina di Ravenna.

Piadina con squacquerone e fichi - la piè
Per il dolce. La più classica delle specialità romagnole (la piè) incontra lo Squacquerone, un formaggio morbido e golosissimo, e insieme alla dolcezza dei fichi creano un dessert tipico e davvero squisito.

Ciambella romagnola
Altro dessert. Se Ravenna ha molto da offrire in fatto di salato, il dolce non offre una rosa infinita di possibilità.

https://www.ravennatoday.it/social/piatti-tipici-ricette-ravenna.html

https://www.touremiliaromagna.it/it/blog/36-Cosa_mangiare_a_Ravenna?_I_piatti_della_tradizione_da_assaggiare/

http://www.prodottitipici.it/provincia/ravenna/

Ricette e piatti tipici della tradizione Romagnola Piatti Emiliani
Ricca e golosa la cucina dell’Emilia Romagna, spesso con le sue ricette simbolo dell’Italia in tavola.
Cominciando dalla pasta fresca all’uovo, ripiena oppure non, come le tagliatelle tradizionali di Bologna, i tortellini di Castelfranco e i cappellacci alla zucca di Ferrara.
Fra gli antipasti i più famosi ci sono il gnocco fritto e lo scarpazzone, fra i primi piatti ricordiamo i passatelli in brodo e gli anolini di Parma, tutti i tortelli, le tagliatelle al ragù e i pisarèi e fagioli.
Tanti primi piatti nella tradizione emiliana e romagnola, come tanti prodotti unici al mondo come l’aceto balsamico, il prosciutto di Parma, il culatello di Zibello e il Lambrusco.

I piatti tipici emiliani sono una vera delizia per il palato e sono conosciuti in tutti il mondo per il loro gusto inconfondibile.
Pasta fresca, salumi e formaggi stagionati: in questo angolo di pianura Padana la gastronomia raggiunge livelli eccezionali.

https://www.romagnaatavola.it/it/ricettario/ricette-della-tradizione/

https://www.cucchiaio.it/cucina/cucina-tipica-italiana/emilia-romagna/

L'Emilia Romagna è la terra della buona cucina con gnocco fritto, tigelle, tortelli e lasagne: ecco 10 piatti tipici da provare assolutamente.

https://www.paginegialle.it/magazine/food/10-piatti-tipici-emiliani-da-provare-assolutamente-166
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